Appello per un’Assemblea Europea dei Commons

I nostri commons urbani, rurali, scientifici e digitali ricevono vita da iniziative civili e comunitarie che promuovono un futuro segnato dalla partecipazione democratica, dall’equità sociale e dalla sostenibilità ambientale. Il cuore di questi atti di “commoning” è costituito da relazioni sociali soddisfacenti e gioiose, che rigenerano il nostro ambiente interpersonale e fisico. Respingiamo la nozione secondo cui saremmo semplicemente consumatori individuali o competitori che perseguono i propri interessi in un feroce mercato-giungla. Invece, ci consideriamo anche come cittadini attivi e cooperativi che si prendono cura di quartieri, città e società salubri ed equi e agiscono concretamente per questo.

In un momento in cui le istituzioni europee stanno perdendo sostegno e si trovano in profonda crisi, noi come cittadini europei ci riprendiamo l’Europa. Siamo preoccupati perché molti dei nostri governi tendono a favorire gli interessi ristretti delle forze dominanti del mercato invece di occuparsi del bene comune del popolo e del pianeta.

Siamo allarmati al pensiero che la crescente disuguaglianza ed esclusione sociale, assieme al cambiamento climatico, stia minacciando il nostro stesso futuro. Ci rammarichiamo del fatto che una massiccia privatizzazione e mercificazione ci abbia già privati di gran parte dei nostri commons condivisi, essenziali per il nostro benessere fisico, sociale e culturale e per la nostra dignità.

 

Le nostre esperienze di commoning

Il commoning consiste nella cooperazione in rete e nelle iniziative locali dal basso già messe in atto da milioni di persone in Europa e in tutto il mondo. Queste iniziative creano sistemi autogestiti che soddisfano bisogni importanti e spesso operano al di fuori dei mercati dominanti e dei programmi tradizionali di stato, mentre esplorano la creazione di nuove strutture ibride.

 

Come commoner:

  • Costruiamo e rafforziamo le comunità usando e condividendo conoscenze, arti, cultura, agricoltura e tecnologia.

  • Costruiamo progetti di co-housing, sosteniamo l’agricoltura locale, viviamo in ecovillaggi e abbiamo infrastrutture fondate e controllate dalla comunità (ad esempio per l’energia, l’acqua, il wifi, la cultura e il finanziamento).

  • Curiamo e collettivamente gestiamo risorse naturali (tra cui acqua, boschi, semi e animali).

  • Produciamo e condividiamo liberamente musica, immagini, software, materiali educativi, conoscenze scientifiche e altre cose analoghe.

  • Siamo già riusciti a rendere alcune informazioni del settore pubblico accessibili a tutti, comprese ricerche, conoscenze mediche e tecnologia finanziate dallo stato.

  • Cerchiamo di spingere le istituzioni democratiche esistenti verso una maggiore apertura, attraverso nuovi strumenti di democrazia partecipata e trasparenza.

 

Il nostro appello

Chiediamo che si forniscano le risorse e la libertà necessarie per creare, gestire e sostenere i nostri commons. Chiediamo ai governi, locali e nazionali, e alle istituzioni dell’Unione Europea di agevolare la difesa e la crescita dei commons, di eliminare le barriere e gli enclosure, di aprire le porte alla partecipazione dei cittadini e di dare la priorità al bene comune in tutte le scelte politiche.

Questo richiede un passaggio dalle tradizionali strutture di governo dall’alto, verso un processo di partecipazione orizzontale per la decisione comunitaria nella progettazione e nel monitoraggio di ogni forma di commons. Chiediamo ai commoner di sostenere un movimento europeo che promuova la solidarietà, la collaborazione, la conoscenza aperta e la condivisione di esperienze come le forze che possono difendere e rafforzare i commons.

Quindi lanciamo un appello e presentiamo un invito ad aderire a un processo partecipativo e inclusivo in corso in tutta Europa, per la costruzione e il mantenimento di un’Assemblea dei Commons. Insieme possiamo continuare a costruire una rete vitale di progetti collettivi fondati sulla cura e la rigenerazione, che riprendano i Commons europei per il popolo e per il nostro ambiente naturale.

 

Omnia sunt communia!

 

Nota del traduttore. Abbiamo scelto di lasciare in inglese alcuni termini, di valore universale eppure di difficile traduzione.

Commons, in origine i campi, pascoli e risorse naturali comuni dei contadini inglesi: oggi, i beni materiali e immateriali di cui una comunità si assume attivamente la cura, qualunque sia la formula giuridica (“beni comuni”, frequentemente usato in italiano, si confonde facilmente con la nozione giuridica di “beni pubblici”)

Commoning, la “comunanza”, l’attività di cura comune di tali beni, come in Italia gli usi civici storici

Commoners, i “comunanti” che si prendono cura di tali beni

Enclosure, un riferimento storico alla “recinzione” dei pascoli e campi comuni nella storia inglese, è quindi non tanto la “privatizzazione” giuridica quanto l’esclusione della comunità dalla gestione dei beni di cui vorrebbe prendersi cura.

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